sabato 22 dicembre 2012

Stati Uniti (terza parte): Vegas, il paese dei balocchi


Las Vegas, ultima tappa del mio tour…la chiamano anche semplicemente Vegas! E’ senza dubbio un “paese dei balocchi” (mancava veramente solo Pinocchio con il gatto e la volpe!!!!). Tutto è alquanto finto e surreale: persone che si accaniscono alle slot machine, fra cui tante donne anziane, dalla sera alla mattina, ”around the clock” come si dice…Ebbene questa città, simbolo del gioco d’azzardo e della totale libertà (anche di fumare in luoghi pubblici..), mi ha fatto pensare a come potrà essere considerata fra mille anni. I grandi casinò verranno visitati, come accade oggi nei siti archeologici, tramite un percorso di visita che ne farà conoscere l’architetto, il committente, le usanze di chi ci giocava, ritrovando video, foto, fiches come reperti storici. I casinò saranno i resti culturali di Las Vegas. Paragoniamoli al nostro Colosseo, per esempio (…”che azzardo”!!): noi visitiamo oggi un luogo dove gli antichi romani facevano morire gli schiavi sbranati per gioco da belve feroci, un’attività cruenta contro ogni morale che andava molto di moda! Se non altro oggi a Las Vegas non muore nessuno…Un assurdo parallelismo ma efficace per capire che bisogna sempre osservare con occhio critico e senza pregiudizi ciò che ci circonda.
Nella capitale del gioco senza limiti ci siamo rimasti tre notti, ma devo dire che il tempo è volato! Si viene risucchiati dalle luci delle insegne e dalle riproduzioni degli edifici più famosi al mondo (Tour Eiffel, Statua della Libertà, la Sfinge, i canali di Venezia, le statue romane), dalla musica che trovi ad ogni angolo di strada (esce da mega altoparlanti presenti nei vari casino e nei centri commerciali), dalla varietà delle persone che si incontrano. Una volta nella vita, si deve passare anche da Las Vegas.


Venetian - Las Vegas

Venetian - Las Vegas

Venetian - Impressionante...sono all'interno e sembra di
essere a Venezia veramente, manca l'acqua alta. Notare il cielo FINTO

Ceasar Palace - Las Vegas ...quello di "Una notte da leoni"
La statua della libertà a  Las Vegas
Non facciamoci mancare le montagne russe in mezzo alla città!!!!


mercoledì 19 dicembre 2012

Stati Uniti (seconda parte): l'immensità dei paesaggi


Lasciata la costa per l’entroterra, la prima destinazione è la Death Valley. Si raccomanda di pagare la tassa al primo chiosco presente, non è opzionale benché non ci siano sbarre che impediscano il transito. Un’estensione immensa di terra brulla, il tempo sembra si sia arrestato, se non fosse per l’asfalto, potrebbe essere un paesaggio preistorico. Non vi è nulla che ci possa dare una coordinata temporale tranne che questa strada lunga e dritta, vuota, con una linea gialla nel mezzo. Attenzione alla velocità e a non rimanere senza acqua e carburante. Siccome l’area della Death Valley è molto vasta e può servire un pernottamento, meglio scegliere Furnace Creek come meta, anche se non è fra le località più caratteristiche di questa zona che presenta invece agglomerati con pochi abitanti, poco gradevoli per un viaggiatore esigente, ma sicuramente molto “provincia americana”!  http://www.nps.gov/deva/index.htm

Death Valley..strada infinita!

Io e la Death Valley
tutto e niente, questa è la Death Valley

Attraversiamo il Nevada ed arriviamo in Arizona per visitare il Grand Canyon. Per apprezzare questa vasta opera d’arte creata dalla natura vi sono più possibilità, fra cui un tour in elicottero oppure una giornata di trekking scendendo per uno dei sentieri presenti e percorribili anche con i muli. Solo così si può vivere al meglio questo spettacolo, poiché se non lo si osserva dall’interno, esso rimane una piccola immagine che non riesce ad inglobare la vastità che si presenta innanzi. 

confine fra Nevada e Arizona
(qui abbiamo comprato i pistacchi da un signore anziano
molto cortese che conosceva l'Arena di Verona e le opere liriche...un mito!)

sentiero all'interno del Grand Canyon 

Ed ecco la Monument Valley: questo è il posto che mi é rimasto più impresso. Il colore rosso-mattone, il senso di maestosità degli enormi monoliti che hanno delle forme molto particolari, alle quali John Ford e John Wayne hanno dato nomi bizzarri (tipo Snoopy!!!) durante i loro soggiorni per la realizzazione di mitici film western.  Grazie all'escursione in jeep con un nativo americano Navajo, abbiamo visto molti luoghi meravigliosi dell'intera vallata lungo il percorso interno di (Valley Drive). Abbiamo penottato al View Hotel, dove avevamo una vista incommensurabile dalla nostra camera: non vi sono parole per descrivere il tramonto e l’alba, con la luce che si insinua fra gli enormi massi rocciosi. Ed era tutto lì, a portata di mano. Mancava solo Willy il Coyote!   http://www.monumentvalleyview.com/

Un occhio "roccioso" - Monument Valley



Monument Valley, quasi un quadro
La spettacolare vista dall'hotel - Monument Valley

Si prosegue giungendo al Bryce Canyon che è collocato ad un’altezza di 8100 piedi (quasi 2500 metri), quindi possiamo proprio parlare di montagna. La temperatura, in effetti, era pungente, anche nel pomeriggio assolato. Il Bryce è molto suggestivo, proprio per una gradazione di colori aranciati. Soprattutto la forma delle rocce, che si innalzano verso il cielo, mi ha fatto pensare ad una struttura tipicamente “gotica”. So che il paragone è forte, ma questo slancio verso l’alto mi ha fatto tornare alla mente le nostre chiese e cattedrali medievali.
Ottimo il soggiorno al Best Western (http://www.brycecanyongrand.com/

Sosta per il pranzo a Kanab, in direzione Bryce Canyon,
 ristorante tipico con foto di personaggi famosi sulle pareti
e le sedie a dondolo sul porticato
Bryce Canyon

Alla prossima ed ultima parte!
(...e se volete ulteriori informazioni utilizzate la mail che trovate in CONTATTI!!)
Stefania