venerdì 30 settembre 2016

Trekking in Val di Fassa

Finalmente dopo un anno mi sono decisa a riprendere in mano il blog.
Il motivo dell'abbandono è sempre la mia poca costanza, ma sopratutto la mancanza di tempo.
E' stato un anno pieno di novità dal punto di vista lavorativo e personale, e il trasferirmi in una nuova città sempre per lavoro non ha giovato al mio tempo libero che è diventato ancora minore.
Per fortuna il tempo per viaggiare non mi manca mai, e credo che sia una delle cose che non mi mancherà mai, essendo fondamentale nella mia  vita.
Muoversi, spostarsi, viaggiare significa aprire la mente a nuove culture e l'emozione che ti possono dare è idescrivibile.
Finchè non riordino le foto di quest'estate, posto le foto del weekend scorso passato in  Val di Fassa, dove abbiamo goduto di una vista spettacolare del Sasso Piatto e devo dire che ogni volta la Val di Fassa non delude mai, meravigliosa come sempre
Arrivati il venerdì pomeriggio, dopo essere stati in hotel, abbiamo fatto un giro per Campitello, adorabili i profimi di montagna che si sentivano, dalla brace dei camici ai profumi della terra.

Campitello di Fassa

Campitello di Fassa
Il giorno dopo ci siamo svegliati prestissimo, e dopo una bella colazione, vai di di trekking!
Abbiamo scelto dal sito della Val di Fassa che è sempre una garanzia, un percorso che durava 5h30, che partiva dal Col Rodella (2.318m), dove ci siamo arrivati grazie alla funivia e si inizia a percorrere il sentiero Friedrich-August-Weg, dove si incontrano il Rifugio Pertini e  il Rifugio Friedrich August.
Per pranzo ci siamo fermati al Rifugio Sasso Piatto dove ci siamo fermati per un favoloso pranzo a base di formaggi di malga da loro prodotti, canederli e casunzei.
Sasso Piatto (2.969m)

Col Rodella
Col Rodella e in fondo Campitello di Fassa


Sentiero Friedrich-August-Weg

Marmottina
Rifugio Sasso Piatto 

Dopo la sosta abbiamo iniziato la discesa verso Campitello, abbiamo passato il Passo di Ores e dopo un paio di ore siamo arrivati al Rifugio Micheluzzi (1.850m) e devo dire che il percorso è stato  intervallato da pioggia e sole, come spesso accade in montagna ma basta essere attrezzati e avere un k-way per la pioggia :-)
Infine dopo il Passo Duron siamo arrivati a Campitello.





 La sera ci siamo deliziati, e a dire deliziati è anche fin poco riduttivo, di una cena a Malga Panna un ristorante gourmet presso Moena inserito nella Guida Michelin, un armonia di sapori e gusti.

Malga Panna
Malga Panna

martedì 4 agosto 2015

Toccata e fuga in Piemonte: non solo vino!

Due giorni piemontesi alla scoperta di luoghi molto particolari ed inusuali: ovviamente il tour ha compreso anche l’enogastronomia che nel Belpaese è un “dovere” in ogni regione!!
Partita in direzione Mondovì, cittadina della provincia cuneese a mezz’ora dal mare ligure e praticamente ad un passo dai luoghi consacrati al buon vino e ai tartufi albesi, sono stata a trovare la mia cuginetta ed il suo compagno.

Peccato per il tempo atmosferico uggioso che mi ha fatto solo immaginare le montagne, fra cui il Monviso, che si sarebbero potute ammirare dalla sommità del centro storico di Mondovì, denominato Piazza, raggiungibile tramite la funicolare. Giunti alla “piazza principale di Piazza” sembra di essere catapultati in un’epoca dei primi decenni del secolo scorso, con insegne di osterie, cremerie, farmacia e quant’altro di pubblica utilità si possa immaginare: tutto affacciato su questa piazza. Poche centinaia di metri più in là, si può dominare tutto il circondario di Mondovì e pure oltre! Il parco del tempo offre infatti una vista a 360 gradi, facendoci scoprire pure i metodi antichi di misurazione del tempo; una domanda mi è sorta spontanea: ma con il brutto tempo, la meridiana come funziona??!

Piazza, centro storico di Mondovì
Il parco del tempo a Mondovì


Nel pomeriggio gita culturale a Vicoforte per visitare il Santuario (della fine del XVI secolo) e la cupola ellittica più grande al mondo e quinta per dimensioni fra tutte le cupole terrestri: praticamente un record. Grazie al progetto “Magnificat” (#magnificat2015 – www.magnificat2015.com) fino al prossimo 31 ottobre, in occasione dell’Expo milanese, si può visitare rigorosamente accompagnati da guide esperte, la cupola fino alla sua sommità, luoghi che non sono mai stati aperti al pubblico. Un po’ di numeri: 266 scalini, 6000 mq di affreschi, 75 metri di altezza del cupolino (con una vista di insieme da far accapponare la pelle!). Caschetto ed imbrago fin dall’inizio per una visita in totale sicurezza.
                                                 
Gli affreschi sulla cupola a forma di ellissi - Vicoforte
Dopo tanta cultura, ci voleva una cenetta nelle Langhe. Lasciata Mondovì abbiamo percorso una strada immersa letteralmente nel verde: piccoli paesi di poche unità abitative ma con qualche bel ristorante tipico. Una cosa è certa: in Piemonte non muori né di fame e nemmeno di sete.
Prima di arrivare al ristorante, uno stop a Piozzo per assaggiare una birra di produzione artigianale che per gli intenditori è un nome conosciuto: il birrificio Baladin (www.baladin.it). Per dovizia di informazioni io ho assaggiato la Pop! Molto buona.
Ed eccoci poi al ristorante dell’agriturismo “Il Monarca” di Cissone (www.ilmonarcaagriturismo.com) Menu a prezzo fisso (antipasto, bis di primi, bis di secondi e dolce) e del buon vino: da sottolineare il fatto che per ogni pietanza si è stati serviti due volte. In questo ristorante ho scoperto una ricetta “divina”: la carne all’albese (carpaccio di manzo e tartufo bianco a scaglie…).

Carne all'albese - Agriturismo Il Monarca (Cissone)

Lo sforzo di salire sulla cupola non è stato abbastanza, quindi la domenica la sveglia ha suonato presto (per essere domenica le ore 7 sono come l’alba!) e ci siamo diretti verso Valle Stura, un’ora di macchina da Mondovì, oltre Cuneo, verso le Alpi marittime vicino al confine francese. Insieme ad una compagnia di amici amanti della montagna, abbiamo fatto una bella escursione, soft, senza troppe pretese “alpinistiche”. Dai Bagni di Vinadio siamo risaliti fino al lago di Laus (1910 mt) e poi ridiscesi verso il rifugio Dahu de Sebarnui a San Bernolfo. Qui ci siamo fatti coccolare da Giorgia e Beppe che hanno fatto del rifugio una filosofia di vita: amore per la cucina ma soprattutto per i propri ospiti che si sentono subito a casa. La struttura è aperta tutto l’anno (in inverno solo nel week end) e ha pure delle camere per il pernottamento. In inglese la definirei proprio “cozy”!!! www.rifugiodahu.com. Due parole sul dahu (da pronunciare con l’accento sulla “u”): un animale leggendario che ha gli arti asimmetrici per potersi muovere agilmente sulle salite e discese della montagna.

Valle Stura
Lago di Laus - Valle Stura
Rifugio Dahu de Sebarnui - Valle Stura