venerdì 4 febbraio 2011

L'Avaro

"L'avaro ha una somma pazzia, che sempre stenta per non stentare, e la vita a lui fugge sotto speranza di godere i beni con somma fatica acquistati.  Leonardo da Vinci
Un teatro che parla la lingua del presente.
Esattamente questo, quello che mi ha trasmesso la visione di questa prosa spettacolare, perchè di spettacolo si è trattato, una rappresentazione fuori dagli schemi un Avaro che ha le sembianze  del nostro confuso e contradditorio presente. 

Devo essere sincera, ero molto scettica inizialmente, e all'inizio della commedia mi sono detta "Forse non mi piace", mentre sono stata ben felice di essere stata sorpresa dalla messa in scena dell'Avaro da parte del Teatro delle Albe, compagnia Ravennate, tra le più quotate nel panorama teatrale italiano.
Credo che la Genialata con la G maiuscola, del Martinelli, regista di questo spettacolo, sia proprio stato quello di affidare il personaggio di Arpagone, l'Avaro appunto, ad una donna (Ermanna Montanari).
Null'altro da dire che MERAVIGLIOSA...L' avarizia si esplica già con la voce stirata e contraffatta come un fil di sospettosa cattiveria  rendendo il personaggio avido in una maniera esaperata, subdolo e manipolatore, ma allo stesso tempo tragicomico, fantasma-burattino di un potere ridicolo.
Anche gli altri personaggi sono stati deliziosi, che quando si sono messi a ballare sul palco e a recitare tutti contemporaneamente, stessi movimenti enfatici, ripetitivi,  ritmici e ansiosi.

Ovviamente mi è piaciuto da morire, e spero di avere nuovamente l'occasione di ammirare altre messe in scena di opere, da parte di questa compagnia.
Per ulteriori informazioni : TEATRO COMUNALE DI FERRARA

martedì 1 febbraio 2011

Flower Power!


Ormai è sicuramente assoldato il mio Amore... con la A maiuscola per i fiori  e per i vestiti fiorati, e tutte le mie amiche, che mi conoscono bene, sanno che non ne potrei fare a meno, che a quanto pare è diventata una vera  e propria mania e passione.
Il fiore mi ricorda qualcosa di romantico, sempre presente nei libri, nell'arte e nella letteratura il fiore è stato non solo l'emblema della primavera e della vitalità ma il  cosiddetto linguaggio dei fiori, è conosciuto anche perchè fu un modo di comunicazione sviluppato nell'Ottocento, per cui i fiori e gli allestimenti floreali venivano utilizzati per esprimere sensazioni che non sempre potevano essere pronunciate.
Botticelli Primavera (particolare)
 La maggior parte degli artisti ha dedicato almeno una delle sue opere a questo tema meraviglioso, dipingendo con estrema precisione e armonia le caratteristiche di ogni fiore preso in esame
Degas Fleurs de cerisier 1871

Courbet Donna con crisantemo

Van Gogh Gli iris, 1889