sabato 17 maggio 2014

Tra Umbria e Toscana : Castiglione del Lago e Città della Pieve

Ci sono dei luoghi che ti entrano nel cuore, che ti stregano e come una forte calamita ti attraggono. Sicuramente uno dei weekend più belli nonostante il tempo incerto e varie nuvole di Fantozzi che ci inseguivano come se lo facessero apposta.

Siamo partiti da Ferrara alla scoperta di un angolo di Italia tra Umbria  e Toscana toccando il Lago Trasimeno, prima tappa Castiglione del Lago.
Dopo aver visitato il piccolo borgo con i vari negozietti di prodotti tipici, ci siamo diretti verso il Palazzo Corgna con le sue sale affrescate, dal quale poi si accede ad un percorso coperto che conduce alle mura della rocca e devo dire che nonostante la fitta pioggia abbiamo goduto di una vista del lago spettacolare.
Subito dopo abbiamo deciso di spostarci verso l'interno per visitare Città della Pieve, città umbra che domina la Valdichiana e il Lago Trasimeno. Qui abbiamo passeggiato per i vicoli interni della città, godendo di piccoli scorci e retaggi medievali, città del "Perugino" che non poteva che testimoniare la bellezza di questi posti.
Qui abbiamo trovato un ristorantino veramente carino la Trattoria Bruno Coppetta , che voglio nominare non solo per l'ottimo cibo, ma sopratutto per l'ottimo servizio e la gentilezza che ormai di questi tempi è rara. I pici era strardinari!
Vi lascio dei link qui sotto:
Castiglione del Lago
http://www.castiglionedellago.eu/
Città della Pieve
http://www.cittadellapieve.org/index.html 
Trattoria Bruno Coppetta
http://www.trattoriabrunocoppetta.com/

Vista sul lago dal palazzo Corgna

Percorso per la fortezza
Vista sul Lago dal palazzo Corgna

Città della Pieve
Città della Pieve- cattedrale S.S. Gervasio e Protasio

Città della Pieve- cattedrale S.S. Gervasio e Protasio




Città della Pieve-Vicoli

Città della Pieve- Vicoli

Città della Pieve- Vicoli

Città della pieve- Panorama

martedì 7 gennaio 2014

Alla ricerca del silenzio....Il Lago di Molveno

Sono convinta che a volte bisogna perdersi per poi potersi ritrovare,  ritrovare se stessi e le proprie abitudini è una delle cose che più mi piace perché è come ogni volta riscoprire la propria persona..
In questi due mesi mi sono persa,  ma oltre a questo di sicuro non sono una persona molto metodica e precisa, di cose da scrivere, raccontare e dire ne avrei sempre tante, il problema a volte è il tempo che spesso mi manca, ma in primis è la COSTANZA, con la quale non sono mai andata d'accordo.
Eccomi ritornata e il mio post è dedicato ad un luogo di pace, che dopo questo periodo frenetico di feste è l'unica cosa che vorrei ritrovare.

Quest'inverno sono stata sul Lago di Molveno, per un weekend di relax e di silenzio, lontano dalla città. Io ricerco costantemente questi momenti di isolamento. Il Trentino è una regione che personalmente adoro, non solo per la bellezza dei suoi luoghi, ma anche per la cucina e il buon vino.
Oltre alla passeggiata sulle sponde, abbiamo pensato bene di prendere il pedalò e fare un giro anche sul lago, dove la temperatura non era il massimo, faceva freschino e c'era un po' di umidità, ma ne valeva assolutamente la pena. Il giorno dopo cabinovia e su per la Paganella per una passeggiata,  dove le nuvole basse lentamente salivano su per la montagna e lentamente cambiavano forma.
Sono tornata rinata, ovviamente credo che anche il periodo di transizione tra la fine dell'estate e la preparazione di tutti gli impianti per la stagione sciistica abbiano giocato a nostro favore.
 
Buon inizio 2014 a tutti! :-)
Luisa












 



 




martedì 1 ottobre 2013

Non è importante la meta ma il viaggio! Però gli Usa ovest come meta hanno i loro bei perchè.... Seconda Parte

Continuiamo con il viaggio di Giulia in Usa, un viaggio bellissimo con paesaggi unici nel loro genere....Buona Lettura!!! Di nuovo grazie, soprattutto per l'ironia con la quale ci hai raccontato il tuo viaggio...e salutaci tanto la tua amica, Special Guest nelle foto!


Scusi...per la Monument Valley? Sempre dritto!

Percorrere la strada per arrivare alla Monument Valley, la scenic byway I-163, è già di per sé un'emozione unica. L'hai già vista! L'hai già vista nei film e non ci puoi credere che sia così anche nella realtà. È la strada in cui Forrest Gump correva come un pazzo prima di decidere di essere 'un po' stanchino', è la strada che porta Marty nel 1885 in Ritorno al Futuro III, è la stessa strada che ha visto fuggire Thelma e Louise e chissà quante altre strade è stata nei film western. Quella strada è proprio così come te la immagini e anche di più e io le voglio molto bene.



Quattro passi nella Death Valley...

La Death Valley è il punto più caldo e più arido di tutti gli Stati Uniti. Ai visitatori è severamente vietato friggere le uova sul cofano delle macchine. Non è uno scherzo. Il paesaggio è grandioso e lunare e sembra un immenso lago salato prosciugato. Percorrendola in macchina senti la superficie dei finestrini che si surriscalda gradualmente fino a diventare bollente. Poche tappe esterne nei punti panoramici e molti litri d'acqua dopo mi chiedo come Antonioni abbia potuto girare Zabriskie Point proprio qui senza che la lingua gli si trasformasse in moquette.

 

Las Vegas ...tutto chiuso dopo mezzanotte!

Hey dico a voi, sto guidando a Las Vegas e mi viene quasi voglia di mettere il gomito fuori dal finestrino. Ops, ho sbagliato strada! Dove diavolo stiamo andando? Finalmente arriviamo al Flamingo Hotel, un palazzone tutto specchi, tutto rosa, tutto luccicante! Il mio copriletto è di pelo rosa! Nella piscina ci sono dei veri flamingos  anche loro tutti rosa! Quante vetrine! Devo fare shopping ma teniamolo per dopo! Percorriamo tutto lo Strip fuori e dentro i casinò: Parigi, New York, Venezia, le Piramidi...il giro del mondo a piedi e che male ai piedi! Fortuna che non ho messo i tacchi! Quello che si fa a Las Vegas resta a Las Vegas...forse è per questo che nessuno mi ha detto che tutti i negozi chiudono a mezzanotte?! Ma che scherziamo?! E lo shopping?! E gli spettacoli?! E le gondole?! Tutto chiuso! Vabbè dai lanciamoci in pista con Marilyn Monroe allora...
 
 
 

Ah lei deve essere il Generale Sherman! Piacere mio!

Ci troviamo al Sequoia National Park. Prima d'ora non avevo mai visto una sequoia e adesso sono di fronte a lui, il Generale Sherman, il più grande essere vivente. Ultimamente ho molto a che fare con gli anziani (lavoro in un poliambulatorio) ma lui di anni ne potrebbe avere dai 2300 ai 2700! Rispetto! Le sue misure: 84 metri di altezza e 11 di diametro. È davvero enorme e vorrei tanto abbracciarlo ma è vietato camminare sulle sue radici. Mi limiterò a fare una foto con lui. Ecco, nella foto non viene! È troppo alto, è troppo grosso...o io o lui! Meglio lui! In panoramica verticale...tié Generale ti porto via con me! Il bosco delle sequoie giganti è un posto magico. Puoi camminare sui tronchi abbattuti, puoi toccare le ferite che gli incendi provocano nei tronchi di questi giganti, puoi passare con la tua macchina all'interno di uno di questi tronchi, ma la cosa più impressionante sono le radici! Diciamo che queste sequoie hanno la testa fra le nuvole ma i piedi ben piantati a terra...

  


 
 
 

If you're going to San Francisco be sure to wear some flowers in your hair...

...e ricordati anche di portare una bella felpa pesante perché a San Francisco la temperatura è molto bassa. Noi l'abbiamo visitata con 13 gradi al sole! Questa è una città eclettica, dalle mille facce. Il quartiere di Haight - Ashbury sembra essersi cristallizzato nel tempo. Qui sono ancora gli anni sessanta, tutte le vetrine sono psichedeliche e c'è pieno di hippy! Proprio in Haight Street c'è uno dei negozi di dischi più incredibili che io abbia mai visto: Amoeba Music! Il più grande negozio di musica al mondo merita di sicuro una visita...ma attenzione...si narra di gente entrata e mai uscita. Fra quegli scaffali si perde la cognizione del tempo! Visitina a Chinatown e poi via verso il Golden Gate Bridge. Sono poche le volte in cui questo ponte è visibile per intero, infatti se ne sta quasi sempre immerso in una fitta nebbia bianca. San Francisco è uno dei pochi posti dove anche la nebbia è bella: non è come la nebbia della bassa padana che ti si piazza davanti con arroganza, ma è una nebbia elegante, delicata come una carezza.
 


 
 

lunedì 23 settembre 2013

Non è importante la meta ma il viaggio! Però gli Usa ovest come meta hanno i loro bei perchè.... Prima parte

RACCONTI DI VIAGGIO  
Come promesso ecco il post della nostra carissima amica Giulia... GRAZIEEEEE!!!!!
 

C'è un viaggio che ognuno di noi desidera fare almeno una volta nella vita, se possibile più volte. Quel viaggio per me è arrivato all'improvviso. Come sempre non riesco mai a organizzare per tempo le ferie, prenotare in anticipo, preparare il percorso, leggere tutti i libri e rivedere tutti i film che parlano dei luoghi che andrò a visitare...la musica, invece, quella l'ho cercata perché non può mai mancare! Questa è l'estate della mia prima volta negli Stati Uniti: quattro stati (California, Arizona, Utah, Nevada), otto hamburger con bacon, quasi quattromila km, cinque canyon, infiniti wow e altrettanti 'guarda che spettacolo!'. Di souvenir ne ho portati a casa tanti e non si tratta dei magneti che si attaccano al frigo (ok di quelli ne ho portati a casa un paio)...no non sono nemmeno quei noiosi portachiavi...capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi, emozioni. Ve ne lascio qui un po'

 
Los Angeles tu sei romantica, amica delle nuvole...
Los Angeles mi accoglie con un tramonto perfetto. La città se ne sta quatta quatta in penombra mentre sullo sfondo le montagne le fanno da cornice. Una linea grigio – viola ne definisce i bordi che sembrano quasi disegnati a matita, i colori esplodono di luce. Ci sono più variazioni di arancione lì che nella barba di Van Gogh, nel suo celebre autoritratto olio su tela. E mi ritrovo a pensare: dopo tredici ore di aereo e nove ore di fuso quello che ci vuole è proprio tutta questa bellezza sfacciata. Sono arrivata in California!
Obiettivo: chiudere gli occhi il meno possibile, devo vedere tutto!
 




 
Hollywood e i colibrì
Proprio a Hollywood trovo qualcuno che mi dà il benvenuto: dopo una doverosa visita ai fighissimi negozi vintage (mi sarei chiusa dentro buttando via la chiave) in Hollywood Boulevard, una  limonata fresca bevuta percorrendo la walk of fame, una tamarrissima macchina rosa dal cofano baffuto che mi saluta dalla strada, arrivo all'Osservatorio Griffith e, mentre sono impegnata a fotografare la mitica scritta Hollywood, da dietro un arbusto fiorito spunta qualcosa che vola velocissimo, si ferma in aria, fa mille acrobazie e scompare...è un colibrì! Hey io che sono della bassa ferrarese potevo scambiarti per una zanzara..naaa tu sei bellissimo!
 

 
Get your kicks on Route 66
Percorriamo la Interstate 40 verso Williams (Arizona). Ci vogliono appena sette ore per raggiungere la prossima tappa: il Grand Canyon. Siamo in mezzo al deserto del Mojave, in uno spazio sconfinato tutto terra e cielo che si srotola per 400 miglia. La strada, drittissima, si perde all'orizzonte. Ogni tanto un cartello segnala che sulla destra si snoda, parallelamente a noi, la leggendaria Route 66, detta anche 'Mother Road', la strada maestra per eccellenza. A sinistra un tramonto mozzafiato e a destra il simbolo stesso del viaggio on the road: la strada più famosa del mondo! Percorsa negli anni da milioni e milioni di americani in cerca di fortuna verso l'estremo West, verso la libertà, la Route 66 è stata cancellata ormai dalle cartine stradali. Se non avessimo fatto una deviazione sarei diventata un Modigliani a forza di allungare il collo fuori dal finestrino per vederla. E invece mi sono fatta una bella corsa in pieno deserto con 45 gradi all'ombra proprio su quella strada ed è stato fantastico! Rientrata in macchina mi sono scolata un litro d'acqua. Nonostante tutto Kerouac sarebbe fiero di me!
 
 
In volo sopra il Grand Canyon
Questo souvenir non può essere descritto a parole, non può essere raccontato a voce, non può essere immortalato in una fotografia. Questo souvenir può essere solo vissuto come una delle esperienze più emozionanti e incredibili che si possano immaginare. Il Grand Canyon è una cicatrice enorme che attraversa la terra per 500 km di lunghezza. Gli incredibili colori degli strati delle rocce di questa gola raccontano le diverse ere geologiche. Il Grand Canyon è una lezione di storia nel tempo di uno sguardo. Il problema è che poi una volta  lì non sei più capace di smettere di guardarlo. É come un quadro cubista, per goderne a pieno lo devi vedere da molteplici punti di vista e cercare di coglierne l'insieme.


 

Fra le onde del Lower Antelope Canyon
L'Antilope Canyon si trova vicino a Page in Arizona. Guidati da un indiano navajo ci appiattiamo contro le rocce per entrare in uno stretto crepaccio che spacca in due il suolo e ci caliamo in profondità percorrendo una scala metallica. Lo spettacolo che ci aspetta è un suggestivo gioco di luci che provengono dall'alto e rimbalzano sulle rocce erose dal vento e dall'acqua creando uno scenario unico. La nostra guida setta tutte le macchine fotografiche del gruppo per non farci scappare nemmeno un frammento di questo nostro viaggio fra le onde rosse di arenaria.



 

Trekking in Val di Fassa